“BATTLE OF BASTARDS”: LA BATTAGLIA CON RIFERIMENTI ALLE GUERRE PIU’ SANGUINOSE DELLA STORIA

“BATTLE OF BASTARDS”: LA BATTAGLIA CON RIFERIMENTI ALLE GUERRE PIU’ SANGUINOSE DELLA STORIA

Mi piace 0 2474 Francesca Febbo
Aggiunto da 21 Giugno 2016

Il nono episodio della sesta stagione di Game of Thrones, “Battle of Bastards”, è stato uno dei più acclamati di tutta la serie, grazie alla sanguinosa battaglia dei bastardi, che, per la prima volta in tutto il racconto seriale firmato Hbo, ha visto schierati due eserciti contrapposti l’uno di fronte all’altro.

Questo nono episodio, cosi come quelli nelle precedenti stagioni, è il più cruento, ed è stato quasi totalmente dedicato allo scontro fra Jon Snow, il bastardo di casa Stark, e Ramsay Bolton, il sadico usurpatore di Grande Inverno e, anch’egli, figlio illegittimo del Lord di Forte Terrore.

È stata “la cosa logisticamente più complicata in cui sia mai stato coinvolto“, ha dichiarato il regista dell’episodio Miguel Sapochnik. In effetti, siamo trovai davanti ad una battaglia davvero epica, realizzata con uno sforzo produttivo senza precedenti: 600 operatori e tecnici, 500 comparse (moltiplicate a 8000 con la computer grafica), 70 cavalli e più di 10 milioni di dollari spesi in riprese durate 25 giorni (invece dei 42 inizialmente richiesti).

Lo stesso regista ha raccontato a Entertainment Weekly che, come confermato dagli stessi creatori della serie, Battle of the Bastards doveva ispirarsi originariamente alla battaglia di Azincourt, una delle più sanguinose occorse durante la Guerra dei Cent’anni fra francesi e inglesi; ragioni di budget, però, hanno fatto ripiegare sull’altrettanto celebre battaglia di Canne del 216 a.C.

Avvenuta durante la seconda guerra punica, la battaglia di Canne è ricordata come uno degli eventi militari tatticamente più riusciti della storia: l’esercito cartaginese guidato da Annibale accerchiò e massacrò le truppe romane, tre volte più numerose, utilizzando il primo esempio noto di manovra a tenaglia. Avendo dapprima sbaragliato la cavalleria romana, infatti, Annibale dispose la maggior parte dei suoi uomini attorno alla fanteria nemica, tagliando le vie di ritirata e costringendola in un cuneo.

Le perdite furono immani (circa 76mila romani caduti) e la tattica militare cartaginese è ritenuta dagli storici come una delle più ineguagliabili a livello strategico. Allo stesso modo si può dire, nel mondo del Trono di Spade, per ciò che è accaduto all’esercito di Jon Snow: già numericamente inferiori, le sue truppe vengono attirate allo scoperto da Ramsay, utilizzando come esca l’assassinio di Rickon Stark, suo prigioniero, nonché fratello di Jon. Una volta esposti alle cariche dell’esercito nemico, Jon Snow e i suoi alleati vengono accerchiati dalla fanteria di Bolton e stretti in una tenaglia che pian piano si stringe attorno a loro.

Solo l’inaspettato intervento dei cavalieri di Nido dell’Aquila accorsi grazie a Lord Baelish e Sansa Stark riesce a ribaltare la situazione, cosa non avvenuta per i poveri romani. Ma nell’episodio ci sono anche altri riferimenti alla storia bellica mondiale: l’assembramento delle truppe di Ramsay che si fanno avanti attorno ai nemici, con gli scudi serrati a testuggine e le lance prospicienti per infilzare gli avversari, risale alle antiche falangi macedoni; la tecnica di ammassare i corpi dei caduti in campo, come si vede nell’episodio, per creare delle trincee estemporanee è un riferimento, invece, alla Guerra civile americana.

Insomma, se la prossima volta vi chiedono come mai Game of Thrones sia una serie così avvincente, oltre alla crudeltà di alcuni personaggi, al coraggio e alla misericordia di altri e, alla trama intricatissima, potrete sempre rispondere che è anche un ottimo modo di fare un ripasso di storia.

Francesca Febbo

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