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Wine Tour – Rosarubra Wine Party 2018

Mi piace 0 134 Redazione
Aggiunto da 10 agosto 2018

Ci sono serate che restano nel cuore. Quali siano gli elementi per far sì che questo accada dipende dalla sensibilità di ognuno di noi, ma un wine party al chiaro di luna, immersi nella natura, con un buon calice di vino e ascoltando buona musica, può indurre davvero alla memorabilità. E’ quello che accade quando si partecipa al tradizionale appuntamento della tenuta biodinamica Rosarubra, che anche quest’anno ha aperto le porte ai suoi “lovers”, per un evento che si dimostra come sempre molto atteso.

Oltre quattrocento persone, infatti, hanno preso parte al “Rosarubra wine party” di Pietranico, per scoprire le novità della cantina e godere dell’incantevole atmosfera offerta dal lago e dal silenzio interrotto solo dalle note jazz del Luigi Blasioli trio. Anche per questa edizione non è mancato il “tour biodinamico”: un giro tra i vigneti della tenuta insieme al viticultore Enio Tiberio e alla giornalista enogastronomica Valentina Tenaglia. I due hanno accompagnato i visitatori in un percorso “a tappe”, spiegando i principi base della biodinamica e del lavoro portato avanti quotidianamente dall’azienda per la tutela della biodiversità. Un concetto, questo, molto importante per Rosarubra, come testimonia anche il certificato internazionale “biodiversity friends” ottenuto in particolare per l’azione svolta a tutela delle api impollinatrici. Alberghi per insetti, piante officinali, agricoltura rigenerativa, cornoletame e altre tecniche utilizzate in biodinamica sono state al centro del “tour”, interrotto dalla degustazione di tre vini tra cui due anteprime assolute: il metodo ancestrale e il pecorino centenario.

Il primo è, come spiega il CEO della cantina, Riccardo Iacobone”, un’evoluzione del già noto metodo charmat “Khaos”. “Abbiamo voluto estremizzare ancora di più il concetto di naturalità del nostro prodotto – afferma Iacobone – partendo direttamente dal mosto, che ha completato la sua fermentazione in bottiglia, con i suoi lieviti indigeni e senza aggiungere nulla. Il risultato è uno spumante volutamente non filtrato, dai profumi intensi e dall’estrema longevità”. Il pecorino centenario, in etichetta “Shaman” è invece il frutto di un progetto portato avanti con il Professor Alberto Palliotti dell’Università di Perugia. Alcune marze di un vitigno pecorino con oltre cento anni di età, (ancora “maritate” ad aceri di monte, com’era d’uso in antichità nelle zone pedemontane del centro, da cui si ritiene provenga appunto il vitigno pecorino), sono state prelevate a circa 1.000 metri di altitudine e innestate su un vigneto della tenuta, a circa 390 metri s.l.m..

Entrambi i vini, insieme al resto della gamma Rosarubra, sono stati proposti in degustazione ai banchi d’assaggio durante la serata, ravvivata da un enorme barbecue a cielo aperto. Carne alla brace da accompagnare ai corposi vini rossi, pasta integrale e farro sfornati dalle cucine del pastificio Mancini e un buffet di leccornie d’ogni tipo preparate dalle cuoche del posto, hanno soddisfatto i palati. Le stelle, la musica, il vino e la piacevole compagnia hanno fatto il resto. Serata da ricordare? Per tutti, sicuramente, la risposta è sì. (Fonte Il Centro)

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