HALLOWEEN: LA NOTTE TENEBROSA CHE ATTRAE NUMEROSI BAMBINI | iTiVu Abruzzo Internet Television
HALLOWEEN: LA NOTTE TENEBROSA CHE ATTRAE NUMEROSI BAMBINI

HALLOWEEN: LA NOTTE TENEBROSA CHE ATTRAE NUMEROSI BAMBINI

Mi piace 0 1315 Francesca Febbo
Aggiunto da 31 Ottobre 2015

L’AQUILA – Scocca l’ora di Halloween, la ricorrenza che, pur avendo origini tipicamente anglosassoni, da qualche anno a questa parte, è entrata a far parte a tutti gli effetti della cultura mondiale.

Non a caso, da qualche giorno le vetrine dei negozi italiani, e non, hanno iniziato a tingersi di nero e arancione e zucche, streghe, fantasmi e costumi di ogni genere hanno fatto di nuovo la loro comparsa sugli scaffali dei negozi.

Ma a cosa è dovuto il successo di Halloween? Probabilmente le prime influenze di questa tradizione sono state avvertite a partire dal 1992 da quando cioè si è cominciato ad insegnare inglese anche alle elementari.

Si tratta, dunque, di un’usanza che coinvolge soprattutto le nuove generazioni le quali, non solo vedono Halloween come una buona occasione per spezzare la monotonia dell’autunno, ma anche come un modo originale per divertirsi e stare insieme.   Sicuramente tutto questo successo e dovuto alla prassi ormai consolidata anche in Italia, del ‘dolcetto o scherzetto’. C’è poi la costruzione della Jack ‘o Lantern  fatta con la zucca. Insomma si tratta di una serie di ingredienti che rendono questa festa speciale e molto sentita soprattutto tra i più giovani.

 

Ma ci sono anche gli scettici, cioè chi, per un motivo o per un altro, ancora non ha ben capito di che tradizione si tratti e perché, a un certo punto, anche in Italia tutti si sono messi a festeggiare. Tra questi soprattutto gli adulti che, proprio per non averne sentito mai parlare nemmeno a scuola, ne sanno davvero poco o niente.

“Buona parte del lavoro in questo senso lo ha fatto il processo di globalizzazione – spiega Clementina Cervale, insegnante al Liceo delle scienze applicate  “Amedeo D’Aosta” dell’Aquila – che ha ampiamente diffuso nel mondo credenze, usanze e antiche tradizioni straniere”.

È stato quindi proprio il processo di integrazione, intesa nel suo senso mondiale più globalizzante possibile, a fare poi tutto il resto. Un’altra spiegazione, però, potrebbe avere però anche origini psicologiche molto più profonde, anche perché, come afferma la stessa insegnante dell’istitutio superiore aquilani “perché i giovani siano così attratti dai mostri e dalle influenze horror rimane un mistero”.

“I ragazzi italiani hanno accolto con gioia la festa sia per lo spirito giocoso e ludico  – sottolinea – sia per le maschere stravaganti di scheletri, mostri, ragni, pipistrelli e streghe di origine medievale riportate in auge negli anni ’70 dalla moda dark e dalla riscoperta dello stile gotico che ha influenzato gran parte della musica rock, dall’hard rock al punk al New Romantic, ma la cosa curiosa è che alcune feste o sagre che vedono la zucca protagonista esistono in Italia a prescindere dalla diffusione degli ultimi tempi”.

Tanto per restare in zona, infatti, caratteristica è anche la Sagra della zucca che da anni si tiene nel piccolo borgo aquilano di Villa Sant’Angelo, dove nel mese di settembre si festeggia con una esposizione di sculture bellissime realizzate con zucche di varie forme, colore e grandezza. In tal senso interviene proprio Francesca Del Vecchia, per cui potrebbe trattarsi anche di “un modo per allontanare la paura della morte, delle cose brutte, delle streghe e dei fantasmi che popolano l’ inconscio individuale e collettivo”.

Motivazioni a parte, quel che è certo è che, da quando è nata molto tempo fa, Halloween ha aiutato gli uomini a stimolare la loro creatività e a guardare la realtà da un altro punto di vista. Ed è forse anche per questo che rimane una delle festività più sentite nel mondo nell’era della globalizzazione.

“Alla fine resta l’allegria, la voglia di uscire incontrarsi e stare insieme, i preparativi per creare le maschere e i trucchi più trendy e impressionanti – dice per questo Clementina Cervale – Resta il fascino di una tradizione antica e il desiderio inconscio di celebrare un rito collettivo propiziatorio che scaccia via le paure e le negatività”.

Francesca Febbo

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