CANAPA LIGHT, CORTE DI CASSAZIONE: SARA’ LA SENTENZA DEFINITIVA?

CANAPA LIGHT, CORTE DI CASSAZIONE: SARA’ LA SENTENZA DEFINITIVA?

Mi piace 0 3246 Francesca Febbo
Aggiunto da 3 Giugno 2019

Ancora una volta i commercianti di Cannabis si ritrovano davanti ad una sorpresa. E’ stata, infatti, promulgata dalla Corte di Cassazione una sentenza nella quale viene vietata la vendita di oli, resine, infiorescenze o comunque di prodotti derivanti dalla canapa light (ovvero con limite di THC fissato allo 0,2% in rapporto peso-peso) poiché considerati come prodotti con “effetto drogante”. “Venderla è reato”, eppure, era stata proprio la stessa Corte, nel recente 31 gennaio, ad autorizzare la messa in commercio di Cannabis o suoi derivati contenenti un quantitativo di THC con un limite dello 0,6%.  Così facendo, era stata subordinata la Legge 242/16 che autorizzava le aziende agricole ad utilizzare la canapa light nel campo alimentare, farmaceutico e della bioedilizia. Ma facciamo un passo indietro, dal momento che la situazione può risultare poco comprensibile. La Cannabis, che tutti conosciamo anche come Marijuana, contiene delle sostanze chiamate fitocannabinoidi, che sono in grado di interagire con il sistema endocannabinoide, un sistema presente nel nostro organismo il quale va a regolare processi di appetito, emotività, il ciclo sonno-veglia, ma anche il sistema immunitario. I fitocannabinoidi sicuramente più conosciuti sono il THC, che è la componente psicoattiva della pianta, ovvero quella che provoca il cosiddetto “high” e il CBD che possiede effetti antinfiammatori, antiansia e antipsicotici e rappresenta infatti la componente protagonista della Cannabis ad uso terapeutico. Alte concentrazioni di CBD dunque, non sono sinonimo di “effetto drogante”, ma ciò non si può dire di elevate dosi di THC. È stato però dimostrato, come riportato nel “Trattato di Tossicologia Forense” di Lodi e Marozzi, che la concentrazione minima di THC che causa effetto psicotropo è pari allo 0,25% per inalazione e addirittura superiore per altri tipi di somministrazione. Un THC pari allo 0,25% dunque genera potenzialmente un effetto psicotropo, dal momento che quest’ultimo varia da persona a persona e si sviluppa generalmente con un range di THC che oscilla tra lo 0,25% all’1%. Ciò implica che prodotti contenenti canapa light, ovvero contenenti un quantitativo di THC non oltre lo 0,2% non hanno alcuna possibilità di generare effetto psicotropo. Cosa c’è da aspettarsi dunque? I Cannabis shop potrebbero essere presto costretti a chiudere, ma al cospetto di queste sentenze sorprendenti, tutto può succedere.

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